3 Antefatti – Ricordi da Tortuga maggio 1667

3 -storming

Isla de La Tortuga, Hispaniola, maggio 1667
La tenda tesa fuori dalla taverna del Grillo Alegre sbatteva come una vela, nel pomeriggio domenicale, il locale era vuoto e il porto era stranamente silenzioso. La stagione delle piogge era al suo massimo e le strade ormai un ammasso di melma e fogliame. Nessuno si arrischiava in giro, quando il cielo si faceva così nero.
Combattendo controvento, Blanca spingeva l’uscio di legno, per chiuderlo ed evitare che l’acqua allagasse il pavimento. I piedi nudi affondavano nel fango e la bambina non riusciva a far forza, scivolando nel viscidume, mentre la pioggia iniziava a cadere a goccioloni, infilandosi nel suo colletto e facendola rabbrividire.
«Serve aiuto?», domandò una voce roca alle sue spalle.
Diffidente come il solito, lei si volse di scatto, per controllare chi le rivolgesse parola. Un uomo alto, intabarrato in un mantello, stava a pochi passi da lei. Sotto la falda del cappellaccio splendevano degli occhi azzurri e glaciali, il viso magro era segnato da lividi e tagli e, quando si mosse, lei notò che trascinava la gamba. Incuriosita, lo lasciò fare e quello la spinse dentro, sprangando la porta.
Mettendosi in disparte, Blanca si lisciò le treccine e il vestitino, mentre l’avventore levava mantello e tricorno, svelando la figura magra. Sean Mackenzie avanzò, asciugando le mani in uno straccio lurido: «Che il diavolo ti porti, Mathias Wilton! Chi ti ha conciato a quel modo?»
Blanca sussultò, quello che le stava dinanzi era il Tagliagole, il famigerato assassino, quello che faceva affari con i peggiori contrabbandieri di Hispaniola ed era l’ossessione di tutti i mercanti, ai quali estorceva denaro per conto di Barrancas!
Bestemmiando a mezza voce, l’uomo si accasciò sulla panca, spiegando a suo padre che era braccato e aveva assoluto bisogno di un rifugio: «Sono un uomo morto, Mackenzie, fallo in nome della nostra vecchia amicizia.», disse massaggiando la gamba malandata. Il taverniere non provò neanche a protestare, la bambina sapeva che sarebbe stato inutile, e gli offrì una sistemazione nella cantina della taverna.
Mathias annuì e frugò nella tasca, cavandone del tabacco e una vecchia pipa. Mackenzie gli portò da bere e mentre quello si rifocillava, Blanca guardò ammirata gli stivali del Tagliagole, ornati da magnifiche fibbie d’argento. Quando alzò la testa, gli occhi azzurri la fissavano, penetranti e seri: «Tu chi sei?»
«Blanquita.»
«Hai paura di me?», le domandò con tono rude, restando serio.
«No, signore.», fu la risposta compita.
«Però sai chi sono, vero?»
«Sì, signore.»
«Ecco, adesso dimenticalo immediatamente. Intesi?»
La bimbetta annuì e l’uomo finalmente sorrise: «Bene, allora potremo essere amici!».

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4 thoughts on “3 Antefatti – Ricordi da Tortuga maggio 1667

  1. Comincio dal 3, visto che non riesco a trovare il due e l’uno.
    Tralasciando questi aspetti, ho letto con interesse questo capitolo che introduce un personaggio Bianca Mackienze e suo padre.
    Un buon inizio. vado avanti.

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