7 Antefatti – Ricordi da Tortuga luglio 1667

Isla de La Tortuga, Hispaniola, luglio 1667
Si udì un fischio prolungato e Blanca, costretta sulla sedia da zia Dolores, sobbalzò e guardò la donna che cuciva con sguardo implorante, ma senza muoversi.
Tenendo gli spilli stretti fra le labbra, la zia le lanciò uno sguardo in tralice, informandosi: «Questo è un richiamo, vero?», la bambina scosse il capo, in un diniego.
Aveva imparato a suon di schiaffoni che se la zia decideva di metterla in castigo, non c’era argomentazione che le potesse far cambiare idea; solo l’intervento di zio Seamus avrebbe potuto addolcirla, ma lui era a caccia sull’altura, di conseguenza Blanca era obbligata a stare zitta e ferma. Era seduta da ore, ad ascoltare un sermone senza senso: una bambina di otto anni non poteva imparare tutto ciò che pretendeva lei, era una barbarie tenerla in casa tutto il giorno, pretendere che stesse zitta e buona quando andavano al mercato, proibirle di passare al Grillo Alegre dopo la messa, obbligandola a pregare per le anime dei nonni!
La nonna Blanca non era mai stata severa come la figlia, non le importava che la nipotina giocasse con il figlio dei Field, ma zia Dolores non la pensava allo stesso modo e ora che l’abuela non c’era più, Blanquita era costretta ad ubbidirle!
Dall’esterno della baracca, Charlie Field chiamò nuovamente: un fischio lungo e modulato, seguito da due brevi, simili ad un fruscio. Blanca sapeva che presto sarebbe tornato al porto, lasciandola lì.
A disagio, Blanca si mosse sulla solita sedia, che avrebbe presto preso la forma del suo sedere, ma stringendo i denti si sforzò di restare immobile. Forse impietosita, la zia ripose il taglio di stoffa, sospirando: «Mi auguro che tu abbia capito che la mestizia è necessaria, per il decoro di una señorita per bene. Adesso puoi alzarti, va nell’orto a recitar la oraciòn del pecador
Strusciando rumorosamente la sedia sulla pietra del pavimento, Blanca si alzò: «Esta bien, tìa Dolly.», e con andatura il più possibile controllata si diresse verso il retro.
Mormorando una parolaccia, una volta all’esterno Blanca si affrettò ad aggirare la casetta, abbassandosi sotto la finestra, di modo che la zia non scorgesse nemmeno la sua ombra. Carlito era già a metà strada in compagnia dell’ultimo arrivato, quello strambo Marlow, e di sicuro stava andando a giocare agli ammutinati: se continuava a stare segregata in casa, i ragazzi l’avrebbero tagliata fuori dalla banda! Blanca non voleva perdere il suo migliore amico e così, raccolte le sottane fra le gambe, si accinse a scavalcar la staccionata, intenzionata a mostrare quanto valeva una Mackenzie!
Purtroppo per lei, una scheggia di legno appuntita le penetrò nella carne tenera e delicata della gamba destra, appena sopra il punto dove si flette il ginocchio. Il dolore fu immediato e a Blanca fu impossibile non urlare, mentre il sangue prendeva a scorrere. Fra le lacrime intravide Charlie e Jack voltarsi e correre nella sua direzione, mentre lei, accasciandosi sulla via polverosa, strappava la scheggia dalla carne.
Zia Dolores uscì di corsa, gridando in modo tutt’altro che dignitoso: «Ay! Blanca, eres ramera como tu madre, chica loca!», mentre la ragazzina crollava, esausta e delusa.

 

disegno di Amelia Kalbi
22 gennaio 2011

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