15 Antefatti – a bordo della Mariposa 1670

Isla Tortuga, novembre 1670
Sebbene sembrasse più giovane, Charlie Field aveva già quattordici anni, quando decise d’imbarcarsi. Seguendo sogni gloriosi e fuggendo un destino all’emporio di famiglia, aveva scelto di fare vela sulla Mariposa del capitano Dauvillier e lasciare Tortuga.
Pur essendo il figlio dei padroni del negozio più ricco dell’isola, era cresciuto fra i moli di Fort de Rocher, e non desiderava finire dietro a un bancone a tagliare stoffe a metro e pesare sementi, come suo padre. La sua virilità esigeva forza, ricchezza accumulata da sé, viaggi fino al continente, donne e fortuna: una vita da raccontare, insomma! L’unico modo per ottenere quel prestigio, consisteva nel darsi alla pirateria e, sapendo di capitani in cerca di nuovi marinai, senza indugi si era presentato ai vari quartiermastri.
Sebbene fosse ancora inesperto, Charlie aveva dalla sua una buonissima conoscenza dei fondali, tramandatagli da uno zio che era stato nostromo e che era vissuto con lui, e la capacità di discorrere con la parlantina sciolta del commerciante scaltro. Inoltre, dettaglio non trascurabile, possedeva lucenti occhi verdi e capelli ramati che al sole brillavano come oro: le caratteristiche predilette del capitano Dauvillier, che aveva un debole per i ragazzini e amava tastarne le capacità nella cabina di comando della Mariposa.
Senza ascoltare quelle dicerie, Charlie accettò l’ingaggio ben pagato e la promessa di vedere Jamestown, ignorando l’offerta del capitano Rowley che l’avrebbe preso come mozzo sull’Ibisco d’Oro.
Elegante per possibilità e passione, con la giacca di broccato rosso e la fusciacca turchina a frange, Charlie si era presentato agli amici al porto. C’erano tutti: Gideon Deveroux e la sorella Magda, Jack Marlow stranamente a terra, Blanquita offesissima per non essere stata informata prima, Pascal, Connors, James Pisciasotto e il resto della banda di monelli. Vantandosi con i compagni di gioco, Field considerò che sarebbero rimasti lì, a gareggiare a sputi e con i coltelli per vincere il rispetto altrui, mentre lui avrebbe solcato i mari diventando un pirata.
Erano invidiosi, ma sapeva anche che l’avrebbero dimenticato in fretta, perché la vita riprendeva sempre uguale, a Tortuga, dopo che una nave si era allontanata dalle acque antistanti. Perché gli abitanti di Tortuga non avevano cuore né memoria, perennemente sbronzi,  erano cattivi, maligni o semplicemente indaffarati in loschi affari. Anche i bambini assorbivano quell’indolenza e un’amicizia scompariva alla prima folata di vento, come l’affetto e la lealtà. Field lo sapeva perché l’aveva provato lui stesso, verso quelli che erano partiti prima di lui, era una realtà immutabile, in quella terra maledetta, in cui si era amici solo quando si condivideva la stessa condizione.
Prima di mezzogiorno li salutò, distribuendo caramelle rubate all’emporio. Rincasò per prendere la sua sacca, mangiò in fretta con i famigliari e tornò al molo per imbarcarsi.
In piedi accanto alla taverna c’era Blanquita: erano cresciuti assieme in quei vicoli assolati, era una sorella minore per Charlie. Come un cagnolino lei l’aveva seguito dappertutto e ora, esattamente come un cucciolo abbandonato, lo fissava con tristezza e rancore. La salutò con un cenno del capo, proseguendo verso le scialuppe che subito lo portarono alla Mariposa, ormeggiata al largo.
Charlie Field se ne andò senza ripensamenti.
Quando Dauvillier lo convocò nel comando e gli fece delle avances scandalose, con la solita sincerità sfacciata Charlie gli rise in faccia e il capitano, pederasta ma non crudele, lo accomiatò, giudicando i tempi immaturi. Quando in seguito a uno sbaglio di rotta rischiarono di incagliarsi, e solo la vista acuta del ragazzo poté evitare di rovinar la chiglia della Mariposa, il capitano prese in considerazione le reali capacità del ragazzo e desistette all’idea di sedurlo, presagendo in lui un futuro da sottoufficiale.
In questo modo Field si salvò dalla sodomia di Dauvillier, anche se ci fu qualcun altro che non ebbe ripensamenti, approfittando della struttura esile dell’ultimo arrivato dal viso liscio. Partito consapevole del rischio, Charlie aveva sopportato i soprusi e quando dopo mesi tornò a Tortuga, era un ragazzo robusto e forte, in cerca di una ragazza con la quale diventare, finalmente, un uomo.

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