50 Antefatti – Arrivo all’isola de La Tortuga, 1669

Fort de Rocher, Isla Tortuga, luglio 1669
A Mathias Wilton sembrava strano tornare all’isola in compagnia di due ragazzini, Conrad Snow e Jeremy Hudson avevano appena diciannove anni, ma siccome il Tagliagole conosceva bene il loro coraggio, era certo che qualsiasi pirata li avrebbe ingaggiati sulla parola.
Dopo il passaggio ottenuto da Connors il contrabbandiere, fecero scalo a Fort de Rocher e si diressero verso la taverna.
Camminando dietro ai due ragazzi, Mathias li studiò. Sotto il sole caldo del mattino, Snow pareva immenso, la camicia senza maniche metteva in risalto le spalle scure e lucide, i capelli intrecciati erano trattenuti indietro da una striscia di stoffa color smeraldo e lo sguardo, fermo e indifferente, passava in rassegna gli uomini sul molo indaffarati nelle mansioni d’imbarco. Pareva già un pirata, con quelle cicatrici tribali sugli avambracci e lo sguardo fiero. Il ragazzo non avrebbe fatto fatica a essere benvoluto, la sua forza fisica era strabiliante e nessuno l’avrebbe mai contraddetto!
Mathias prese di tasca il tabacco, compiacendosi dell’aspetto dei due giovani con l’orgoglio di un padre: non poteva dimenticare che gli avevano salvato la vita, qualche mese prima, e ora toccava a lui dare una svolta alle loro vite, con la Pirateria.
Jeremy Hudson scrutava le fiancate delle navi ormeggiate, naturalmente incuriosito, e teneva il bel viso rivolto al sole, e gli occhi scuri e scintillanti lasciavano trasparire il desiderio di avventura.
Con compiacimento, Mathias costatò che Jerry era cresciuto, non era più un marinaio da quattro soldi che cercava il padre e che si faceva sorprendere da quattro schiavi che lo riempivano di botte. Nei due anni passati con lui a occuparsi degli affari di Barrancas e Strafford, il giovane Hudson aveva toccato il marcio ma non se n’era lasciato intaccare, diventando forte e sicuro di sé.
Dalla sua aveva quell’avvenenza non fastidiosa, che non causava gelosie, poiché la bellezza anche maschile ha il potere di aprire ogni porta, e il suo innato senso di onestà, lo portava a considerare gli uomini tutti uguali, a fidarsi e a cercare il meglio in ognuno, senza curarsi dell’aspetto esteriore. Tutto ciò lo rendeva amabile e la sua faccia da mascalzone lo avrebbe sempre agevolato, senza dimenticare le succulente informazioni che Jeremy avrebbe svelato al fortunato capitano che avesse accettato di averlo a bordo.
Jeremy Hudson era così convinto e deciso, che certo avrebbe avuto fortuna, e Wilton non intendeva perdere l’occasione di approfittarne.
Si fermarono davanti al Grillo Alegre, Mackenzie era seduto fuori ad affilare i coltelli da macellaio: -Qual buon vento, Tagliagole?-, gli disse accarezzando le lame.
Mathias alzò il mento in gesto di saluto e poi spiegò: -Affari, come sempre. Il tuo amico Marlow ha nuovi agganci? Ho visto l’Ibisco d’Oro, ormeggiato laggiù.-
Mackenzie si grattò la barba ispida: -Il capitano Rowley è alla Casa del Cacao, a quest’ora. Devo mandarlo a chiamare?-
-Beh, mi pare un’ottima idea.-, assentì il Tagliagole sedendo con il taverniere.
Posati i coltellacci, quest’ultimo si mise a sbraitare: -Blancaaaa, vieni subito qui!-
Non ci fu alcuna risposta e l’oste bestemmiò, brontolando poi con voce biascicata.
Conrad si appoggiò presso le nasse e Jerry alzò un sopracciglio, lasciando intravedere un ironico sogghigno che non sfuggì a Mackenzie, che gli piantò addosso gli occhi accigliati.
Hudson finse di non accorgersene e, allacciando il grembiule di cuoio, l’oste si mise in piedi: -Blanca, niña rebelde, quando ti chiamo devi correre!-, ma ancora non ebbe nessuna risposta.
Jerry nuovamente sorrise e fu trapassato dallo sguardo truce di Sean Mackenzie, che ormai stava aggrappato allo stipite e si rivolgeva alla penombra del locale con mielosa cattiveria: -Blanquita mi amor, ven aquí que te mato!
Brandendo il coltellaccio, l’uomo entrò nel locale. Era ubriaco, ormai l’avevano capito tutti, perciò lo seguirono con una certa apprensione. Lo stanzone era vuoto, a quell’ora del mattino, ma considerati i bicchieri sul tavolo e la paglia smossa, doveva esserci stato parecchio trambusto, la notte precedente.
Wilton afferrò il braccio dell’amico, trattenendolo: -Mackenzie, lascia stare, andiamo noi a cercare Rowley.-
Sean si voltò, liberandosi della stretta e lo guardò con gli occhi opachi e le palpebre basse: -Deve imparare l’educazione quella bambina, non vorrai che la passi liscia? Blanca!-, sbraitò nuovamente dirigendosi verso il cortile.
Lanciando un’occhiata eloquente a Conrad e Jerry, il Tagliagole seguì l’ubriaco, che sbatté il fianco contro il tavolo pesante e si piegò in due bestemmiando in gaelico, questa volta.
Colto dall’ironia della scena, Mathias non riuscì a trattenersi e sibilò che, per essere degli ignoranti, i Mackenzie sapevano molte lingue. Conrad e Jeremy risero, fu inevitabile, davanti alla faccia furiosa di Sean Mackenzie, che fece sibilare la squarcina che ancora teneva in mano. Sfuggendo alla coltellata Mathias fece un salto indietro e l’oste lo guardò, sorpreso quanto lui. Tutti trattennero il fiato e, dopo un lungo attimo, il Tagliagole scoppiò a ridere, rimettendo a posto il pugnale che aveva già portato alla gola dell’oste. Mentre gli occhi azzurri di Mathias brillavano di divertimento, quelli turchesi di Mackenzie s’inondarono di lacrime da ubriaco, e il taverniere prese a mugugnare, massaggiandosi il fianco e inveendo contro la figlia che, evidentemente, non era nel cortile.
I ragazzi si guardarono attorno, nello spiazzo libero e deserto, e la finestra sopra le loro teste si spalancò. Si affacciò una donna spettinata, non si trattava di Muso di Scimmia, Mackenzie l’aveva già soppiantata con altre tre o quattro donne.
Mathias e i suoi compagni osservarono la giovane amante del taverniere, bella e coperta solo di una camicia leggera: -Piantala Sean, la bambina non c’è! L’hai mandata da tua sorella ieri mattina.-, disse esasperata.
Sean Mackenzie tornò in sé, già dimentico del pericolo appena corso, incosciente com’era stato suo padre: -Signori, in attesa di Rowley, vi offrirò da bere. D’accordo?- e senza aggiungere altro, appoggiò il coltellaccio sul banco e prese i bicchieri.

foto dal web dal film
Gangs of New York

Annunci

One thought on “50 Antefatti – Arrivo all’isola de La Tortuga, 1669

  1. Più leggo e più mi appassiono per la tua scrittura leggera, fluida e scorrevole. E’ un vero piacere leggere la varie avventure (o disavventure) dei personaggi. Qui hai ritratto magnificamente cinque protagonisti.

Dimmi quello che sai...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...