54 Antefatti – Minuetto 1673

Cape Tiburon, Isla Hispaniola, marzo 1673
Garth non badava a spese quando c’era qualcosa da combinare, e il suo ultimo capriccio, l’idea di ingannare la società giamaicana con una moglie mezzosangue da esibire come una principessa, era davvero dispendioso.
Il ricco commerciante amava da sempre sconvolgere i benpensanti, come quella volta che aveva contratto un matrimonio navajo con la bella Shideezhi, giovane sorella, che voleva vestire da indigena ed era morta di setticemia durante un viaggio nei territori
pellerossa.
Dopo di lei, per anni Garth aveva allontanato le giovani ragazze, preferendo la compagnia di baldracche o vedove generose, ma ora che si avvicinava alla mezza età, si era sentito spinto a fermarsi, finalmente… per questo era andato alla ricerca di una signorina da sposare. Voleva che le sue ricchezze finissero in mano a qualcuno che avesse conosciuto le privazioni, che di ricche già ricche ce n’erano in abbondanza, ma mai avrebbe immaginato di incontrare la piccola Blanca dietro il bancone di una taverna!
Decidere di ripulirla fino a farla risplendere, era stata un’idea affascinante, un motivo di divertimento, una sfida pressoché impossibile, ma che lo aveva solleticato da subito.
Era stato difficile avvicinarla, la ragazzina era diffidente e ostica ma Garth sapeva in che modo interessare una giovane mente e dopo aver tentato con regali frivoli e nastrini, l’uomo si era accorto che inchiostro e carta facevano al caso suo.
Blanca sapeva leggere, anche se non speditamente, e Cecil aveva trascorso interi pomeriggi al Grillo Alegre, per insegnarle a interpretare la punteggiatura, e ciò aveva reso più facile l’avvicinamento.
All’inizio gli sembrava azzardato, sedurre una quattordicenne di quarant’anni più giovane, ma siccome immaginava le riprovevoli critiche ai suoi danni, contenute nella corrispondenza fra Ben Edwards e il dottor Brown, aveva deciso di stupirli con un matrimonio a sorpresa!
Sean Mackenzie, il padre della piccola, non era mai stato favorevole, Cecil ricordava fin troppo bene le sue occhiatacce sospettose ma era riuscito a tenere le mani a posto, senza estorcere nemmeno un bacio alla monella, che beveva le sue parole come ambrosia.
L’aveva tentata con parole gentili, proprio quelle che le mancavano, e poi si era premurato di contenere gli scoppi d’ira, mostrandosi mansueto come un bracco dopo la caccia. Quando si era dichiarato, usando deliberatamente parole che lei non poteva assolutamente conoscere, l’aveva vista annuire compita, come se realmente avesse compreso i suoi sentimenti e le sue intenzioni, e quando lei gli aveva suggerito di parlarne col padre, lui era stato certo di  averla in pugno. Sapeva, quanto Blanca desiderasse scappare da Tortuga, per rifarsi una vita altrove, magari portando con sé la sorella Anna che viveva lontano, a casa di certi zii a Puerto Plata. Per Garth non avrebbe fatto differenza mantenere anche l’altra, una bambina, ché non era certo il denaro, a mancargli!
Dopo il matrimonio avevano raggiunto Capo Tiburon, Anna Mackenzie aveva rifiutato l’invito a raggiungerli, probabilmente sotto pressione del padre, quindi Blanca si era rassegnata a cambiar vita da sola, e ora si stava impegnando al massimo, per imparare alla svelta un’educazione degna di una signora.
Ad esempio, dopo aver saputo che l’anno precedente un italiano, divenuto direttore dell’Académie Royale de Danse, aveva perfezionato la danza nobile, stabilendo che quella del ballerino fosse una vera e propria professione, Cecil Garth aveva scomodato le sue conoscenze in terra di Francia, per far diventare Blanca una moglie davvero alla moda. Infatti, il piccolo insegnante che ora teneva per mano quella sua consorte zuccona, era proprio un allievo del maestro Lully.
Garth sostò presso la grande portafinestra del salone: monsieur Montespan aveva ripreso la lezione, stava spiegando per l’ennesima volta come si eseguisse la giusta riverenza per ballare. La compagna dell’uomo, dopo aver mostrato a Blanca come si eseguisse correttamente la figura a otto e quella à la bohémienne, assisteva ai volteggi con occhi severi da istitutrice, mentre Salvador pestava sulla vecchia spinetta cercando di accompagnare il flauto di José e i movimenti del maestro chiamato dalla Francia.
Sembrava che gli eleganti passi del minuetto fossero difficilissimi per sua moglie, Blanca aveva la fronte aggrottata per lo sforzo ma nonostante ciò, si muoveva senza alcuna grazia. L’aveva vista muoversi nelle danze spagnole e nella contraddanza inglese e irlandese, a casa del Señor Barrancas, ma con questo minuetto era davvero uno sfacelo!  Erano stati i nonni a insegnarle quei balli agresti, danze contadine buone per le colonie spagnole e gli avamposti pirata, ma la grazia francese, proprio non le entrava in testa, e a giudicare dai passi pesanti, nemmeno nei piedi!
-Non! Non! Plus léger!- implorava il minuto Montespan, e Blanca lo fissava con odio e con la fronte imperlata di sudore, e si poteva leggerle negli occhi, dove l’avrebbe mandato! Poi stringeva i denti e provava il passo scivolato, sbuffando quando il francese strillava esasperato e la interrompeva.
Garth si godeva la scena, ridendo fra sé, immaginando le prospettive comiche di un Natale a Port Royal, certo che alla fine il rigido maestro europeo l’avrebbe avuta vinta sulla testarda bambina del Nuovo Mondo.

SEMINARIO di DANZA BAROCCA

foto dal web

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