68 Antefatti – Introvabile 1672

Fort de Rocher, Isla Tortuga, 1672

Finalmente Tortuga! Per tutti i pirati della Mariposa, in special modo Charlie Field, raggiungere l’avamposto dei bucanieri era sempre una gioia, una tappa obbligata, un piacere. I marinai si misero all’opera, nessun contrattempo ritardò l’ormeggio e, prima ancora che fosse mezzogiorno, la bella nave completò la manovra di attracco, permettendo al Capitano Dauvillier di scendere a terra.
Il giovane Field sistemò sulla spalla il fagotto dei suoi averi, e strinse in mano la spilla che aveva fatto aggiustare, mentre gettava un occhio sulla banchina sperando di riconoscere qualche amico. Fissò ogni volto sull’imbarcadero, sbirciò sotto la tettoia del Grillo Alegre, lungo le logge dei magazzini, seguì il movimento dei monelli sul molo, e provò un’emozione forte nel petto. Era a casa!
Charlie s’involò lungo la passerella e una ragazza gli si parò davanti con aria civettuola e un abito giallo: -Ciao, Charlie…-, era la nipote di Gabriela la fattucchiera. Il ragazzo sorrise, stampandole un bacio sulla fronte:-Ciao Suzie Fool!-, esclamò cercando facce conosciute fra la folla. -Blanquita non c’è.-,  rivelò la ragazza.
Charlie, che aveva visto suo fratello Steve, proseguì fra la gente, ma si sentì stranamente inquieto e si voltò: -Non c’è?-, ripeté in direzione della ragazza, ancora ferma sulla banchina. Steve gli prese la borsa che portava sulla spalla: -Ciao fratellino, tutto bene?-
Disperdendo il malumore, pensando che Suzie fosse mezza matta, Charlie sorrise con entusiasmo: -Ho molta fame!- rivelò affrettando il passo.
Era bello rientrare dopo mesi di assenza, tutti lo salutavano e le ragazze lo ammiravano come sempre. La mamma e il papà lo accolsero sui gradini dell’emporio, avvertiti dell’arrivo della Mariposa e, quando la sorella e la cognata gli gettarono le braccia al collo, Charlie non pensò più a nulla, occupandosi della sua famiglia.
Quando si recò al porto, intenzionato a ritrovare gli amici e scambiare impressioni e chiacchiere, si accorse subito della mancanza dell’amica: -Dov’è Blanquita?-, chiese a Gideon Deveroux.
Quello gli rispose che mancava dal pomeriggio e questa volta, sinceramente preoccupato, Charlie decise di affrontare Mackenzie, anche se ricordava che lo stava cercando armato di bastone, l’ultima volta che era stato a Tortuga.
Quando i due ragazzi entrarono nella taverna affollata, Sean Mackenzie lo guardò in cagnesco e il ragazzo si sforzò di non intimorirsi:-Buonasera zio Sean. Devo consegnare una cosa a Blanca.-, spiegò cercando di tenere ferma la voce.
Il taverniere lo squadrò, socchiudendo gli occhi azzurri:-Non c’è. È scappata.-
Charlie sentì un tuffo al cuore:-Cosa?-, domandò in un soffio.
Sean Mackenzie si asciugò le mani nello straccio: -È uscita tempo fa, l’ho mandata all’orto dei Peters ma non è ancora tornata, quella fannullona!-, disse appoggiando due boccali di birra sul barile cui Charlie e Gid erano appoggiati.
Gid prese a bere, ma Charlie strinse in pugno la spilla: e se le fosse successo qualcosa? La nipote della fattucchiera aveva fatto una predizione, quella mattina sul molo e lui non avrebbe dovuto sottovalutare le parole di Suzie Fool!
In preda al peggior presentimento, Charlie diede le spalle all’amico e uscì in fretta dalla taverna, attraversò il cortile posteriore e sparì nell’ombra dei vicoli, diretto all’orto dei Peters. Si fermò presso alcuni locali e alla Casa del Cacao, chiese alle ragazze appena svegliate e a qualche amico della Streghina, ma nessuno l’aveva vista.
Il ragazzo prese la via dei campi, incrociò Seamus Everett e la moglie Dolores, gli zii di Blanquita, ma anche loro non ne avevano notizie e, notando la smorfia cattiva come un “mi sembra ovvio” di Dolly Mackenzie, che mal sopportava la nipote, Charlie fu preso dall’urgenza. Si mise a correre: all’improvviso temeva che qualcosa le potesse essere accaduto nella via ormai aranciata dal tramonto. Avrebbe fatto buio all’improvviso e lui doveva scovarla, ritrovarla!
Di colpo si fermò, aveva oltrepassato gli orti, era davanti alla stalla di Sullivan, più in là c’era solo la casetta degli Everett, poi boscaglia e foresta. Il cuore gli batteva all’impazzata, cercò di tranquillizzarsi, probabilmente si trovava già al Grillo Alegre, si erano inseguiti per tutto il borgo, percorrendo vicoli paralleli. Charlie Field pensò intensamente a Blanca: se le fosse accaduto qualcosa di male, l’avrebbe avvertito, Mackenzie non sarebbe rimasto alla taverna, i suoi amici sarebbero stati allertati.
Eppure Suzie aveva una tal espressione, nel dirgli che non c’era!
Doveva trovarla! Blanca che voleva fuggire da Tortuga, che non sopportava la gente del porto, che odiava i pirati, la feccia e quell’isola, Blanca che chiedeva solo un passaggio per mare… E che si stava baciando con qualcuno vicino alla staccionata, sotto quel ponte!
Accidenti, poteva riconoscerne le pose pure a occhi chiusi! Quella era Blanca Mackenzie e stava baciando Jack Marlow! Che ci faceva a terra, Jack? Lo sapeva imbarcato per l’Inghilterra!E guarda com’era conciato quel cretino! E lei? Aveva anche sciolto le treccine, ma aveva tredici anni, ancora!
Charlie sentì una fitta di gelosia: lo sapeva che Blanca gli aveva sempre preferito quel matto, che comunque non aveva nulla da competere con lui! Chissà forse le aveva promesso di portarla via, come aveva fatto lui qualche mese prima, ma non gli avrebbe permesso di approfittarsi di lei.
Charlie avanzò a grandi falcate e con strafottenza scoppiò a ridere, i due ragazzi si nascosero sotto l’argine, poi gli occhi di Marlow sbirciarono colpevoli.
Quel maledetto si mise a ridere, di rimando. -Carlito!-, esclamò Blanca terrorizzata, sistemandosi i capelli.
Charlie rimise in tasca la spilla che le voleva regalare:- Tuo padre mi ha detto che eri introvabile. Sei più preziosa dell’oro, amica mia…-, le disse, poi s’incamminò svelto sulla via del ritorno.
foto dal web
Annunci

6 thoughts on “68 Antefatti – Introvabile 1672

  1. Ahhhhh. Allora é quì che ti nascondi? E’ quì che hai gettato l’ancora e sei alla fonda.
    Una caleta riparata dagli sguardi indiscreti.
    Aveva ragione qual gaglioffo del mio albatros cercatore, quando mi diceva: sciogli le vele e usma il vento. Sentirai il profumo dell’ibisco.
    Ahhhhhhh !!! linkata.

  2. Come un gambero sono tornato a leggerti, ma a ritroso.
    Ho la conferma delle prime impressioni. Un modo di scrivere che mi garba e mi stimola la leggere. Ottime sensazioni.
    Tornerò a ripercorrere la strada all’indietro.
    Un caro saluto

Dimmi quello che sai...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...