69 Antefatti – La spilla 1672

Taverna del Grillo Alegre, Isla Tortuga, 1672

In punizione, Blanca fu messa a pulire il cortile della taverna: trascorse la mattinata a raccogliere la paglia sporca, da sostituire sul pavimento di terra battuta del locale. Le doleva la gamba, là dove l’aveva raggiunta il calcio, e ancora sentiva lo schiaffone ricevuto dal padre la sera prima, quando era ricomparsa al Grillo Alegre dopo ore di assenza.
Nonostante tutto, Blanca era felice: aveva trascorso il pomeriggio precedente con Jackie Marlow e si erano divertiti tantissimo! Sorrise fra sé, ripensando a ciò che le aveva promesso: l’avrebbe portata con sé, ne avrebbe parlato al suo capitano, e Blanca già s’immaginava in fuga con quel ragazzo carino e strambo! Suo padre lo odiava, si sarebbe strappato i capelli dalla rabbia, scoprendo che era fuggita proprio con lui! Aveva già la borsa pronta, sarebbero passati da Puerto Plata, avrebbe portato la sua sorellina Anna con sé, e Jack le avrebbe scortate fino alla terraferma, sarebbero giunte fin dove l’inverno è freddo, e avrebbero visto la neve! Chissà, forse Jackie si sarebbe fermato con loro e…
Blanca arrossì incassando le spalle e Morrigan, seduto al tavolo vicino al muro, mise giù le carte da gioco, per deriderla: -A che pensi, Bruja? A chi?-
La ragazzina mal sopportava quel nomignolo. Il gioco era partito dagli altri bambini, ma ormai il soprannome lo usavano tutti: dicevano che era a causa del suo carattere ombroso, del fatto che sorridesse poco, che avesse un fare scontroso. Lei non voleva fare altrimenti: era stanca di quella vita e sapeva che le cose potevano cambiare, trovando l’occasione giusta! Jack Marlow era l’occasione giusta!
Un commerciante inglese, Cecil Garth, che frequentava Tortuga da alcuni mesi, posò le carte:-Non dovreste offenderla, Morrigan, sono certo che una ragazzina così silenziosa val più di una strega. Forse dovreste chiamarla Morgane Le Fay.-, disse per farle un complimento.
Blanca guardò storto il vecchio, non sapendo nemmeno a cosa si riferisse: -Nonno Pat non l’avrebbe mai permesso, signor Garth. Nessun nome inglese in famiglia!-, tagliò corto.
Era mezzogiorno, Carlito non si era fatto vivo quel mattino, né la sera prima. Quando era rincasata, credeva di ritrovarlo alla taverna, ma così non era stato, Gid Deveroux l’aveva atteso a lungo e invano. Dapprima Blanca non se n’era data pensiero: non era trascorso tanto tempo, dalla faccenda dei bastoncini di zucchero rubati all’emporio… Blanca era ancora offesa con lui, per averla ingannata!
Proprio mentre pensava a questo, vide l’amico passare davanti al cortile. Passò diritto, senza nemmeno voltarsi a dare una sbirciatina e Blanca, ovviamente indispettita, mollò i suoi lavori per seguirlo.
Charles marciava spedito per il Vicolo delle Civette e Blanquita dovette correre per raggiungerlo, che non rispondeva ai suoi richiami:-Carlito! Non sapevo che fossi tornato! Aspettami, te ne sei scappato, ieri!-, lo rimproverò trattenendolo per il braccio e parandoglisi davanti.
Due donne dirette al lavatoio si voltarono a guardarli, divertite, e Charlie la spinse di lato, visibilmente offeso: -E tu non dovresti fare la scema dentro i fossi!- e proseguì.
Suzie comparve da dietro l’angolo e si mise a cantare una filastrocca: Blanca non la sopportava quella mezza matta, che la guardava sempre con quegli occhi curiosi. Stizzita, le voltò le spalle, inseguendo nuovamente Charlie Field, che l’aveva lasciata indietro, ma una volta nella piazzetta, le fu impossibile stabilire da che parte se ne fosse andato! Blanquita decise di tentare la via della spiaggia, accanto alla bottega del forno, e fu fortunata perché, passato il ponte, trovò Charlie, seduto da solo, con la schiena contro una palma.
Risoluta, Blanca camminò verso di lui: -Perché sei scappato?-, lo aggredì.
Charlie sbuffò, chiudendo qualcosa nel pugno: -Ancora tu?-
-Certo! Che fai qui?-
-Penso.-
-A cosa?-
Charlie le lanciò un’occhiataccia: -Affari miei!-
-Scommetto che si tratta di quella smorfiosa di Eleanor Foyer.-, ribatté Blanca.
-Beh certo non si tratta di Jack Marlow!-, la scimmiottò.
Blanca ci rimase male, ma non avrebbe mollato: -E allora tu? Le tue promesse le rimangi come nulla!-, disse riferendosi al furto dei bastoncini di zucchero all’emporio, che l’era valso una dura punizione da parte del padre! Allora, mentre lei piangeva chiusa in cantina, Charlie aveva preso il largo sulla Mariposa, senza adempiere la promessa di portarla via, mancando all’impegno che a Blanca era costato carissimo!
Consapevole della sua colpa, Charlie abbassò il capo, nascondendole gli occhi e l’imbarazzo, quindi allungò il braccio:-Scusa, questa è per te… per farmi perdonare. Lo so quel che avevo promesso.-
Blanca gli aprì la mano e vide la spilla di granate, che brillavano come chicchi di melagrana nel sole, incastonate nell’argento. La ragazzina ammutolì, fissò il dono con le lacrime agli occhi, non riceveva regali da quando l’abuela era morta.
Il ragazzo gliela appuntò sotto la scollatura, sulla stoffa lisa dell’abito tinto.
-Grazie Charlie. Sono le mie pietre preferite.-, gracchiò lei, commossa.
Charlie alzò le spalle:-Voglio vedere se Jack è capace di meglio…-, borbottò fissando il mare.
Allora Blanca si guardò attorno per controllare e poi, chinandosi furtiva, gli diede un bacio breve come un soffio di vento:-Non ti avevo ancora salutato, Carlito!-, sussurrò, e poi scappò via, per non mostrarsi compiaciuta e contenta del suo ritorno.

illustrazione di Howard Pyle – King Arthur and his Knights
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4 thoughts on “69 Antefatti – La spilla 1672

  1. Passavo di qui e mi sono fermato a leggere questo frammento di romanzo, che avrà un precedente e sicuramente un futuro.
    Mi piace il modo garbato e fluido della scrittura e pur essendo un genere che non amo molto l’ho trovato molto stimolante.
    Un saluto

  2. Sono ritornato indietro nel tempo seguendo le tenui scie per recuperare parole e personaggi, che le tempeste dei giorni precedenti avevano disperso.
    Finalmente un po di calma e questo venticello, mi fa apprezzare come sempre ciò che scrivi.
    Pensando che fuori fa freddo in tutti i sensi, almeno quì al sole del Caribe, ci si può ancora consolare un po’.
    Ci fosse anche un gotto la giornata sarebbe magnifica!!

  3. Caro mastro Horn! Sono latitante, questo è proprio vero… Le tenui scie mi riportano a Inutili Tracce che so concluderai sul nuovo blog. Farò vela, se mi riesce, che ho le braccia stanche e la mente altrove… Ci fosse una bottiglia di quello buono ad attendermi…

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