4 – Fog

Luna era l’unica cui Stefano raccontasse di sé, sapeva che non aveva mai spifferato le sue questioni, perché c’era un tacito accordo fra loro, in base al quale, saltuariamente, finivano a letto. Erano giochi, coccole quasi innocenti, e si mantenevano distanti da ogni coinvolgimento.
Era una situazione di comodo, nata per caso.
Lui era sempre stato attratto da quella compagna di classe, senza capirne la ragione visto che Luna non si curava dei coetanei e pareva persa in una landa tutta sua, poco appetibile nei vestiti fuori moda e troppo complicata nei discorsi. Un giorno, era normale che ai tempi passassero pomeriggi in chiacchiere giacché abitavano vicini, Stefano aveva notato che si era messa il rossetto, generalmente non badava al suo aspetto, preferiva considerarla un maschio, ma su quella bocca dolcemente arcuata le ombre si posavano creando morbidi chiaroscuri, e lui non aveva resistito dal chiederle il permesso di ritrarla. Un po’ imbarazzata Luna aveva acconsentito ma poi, in un attacco di stupida ridarella, quella bocca si era atteggiata a un bacio e per Stefano era stato naturale assecondarlo. Era cominciato così, anche se Stefano, che era molto popolare, aveva immediatamente rimpianto quel gesto. Non ci avrebbe guadagnato, da quel pettegolezzo, avrebbe perso la reputazione perché, come c’era la lista di quelle che si era fatto, c’era un elenco di ragazze da non contemplare e Luna era tra le prime, e adesso sarebbe stato un problema, lei lo avrebbe ricattato e messo in un guaio, o preteso che… Inaspettatamente, l’aveva ammonito: «Non raccontarlo a nessuno!» e lui aveva annuito, come un idiota.
Era ancora il loro segreto.
Lei si dichiarava vergine e lui fingeva di crederle, così non avrebbero mai corso il rischio di instaurare un rapporto serio. Forse lei era innamorata, ma non raccontava molto di sé, quindi restava tutto avvolto nella nebbia. Lui non era interessato al fidanzamento, anche se mamma era più che propensa, e spesso lo incoraggiava a chiederle un appuntamento. Per una relazione seria c’era sempre tempo. Stefano credeva che il destino li avrebbe portati a condividere molto, ma non per forza doveva essere amore. Lo diceva anche lei, lo aveva appena dichiarato dopo quel gioco erotico da bambini scemi, mentre fissavano le crepe del soffitto sdraiati sul materasso gettato a terra: «Alla fine ci sposeremo! Tu avrai soddisfatto le voglie di tutte… rimarrò soltanto io! Posso stare tranquilla!»
Stefano aveva stretto a sé la ragazza scolpita nel burro: segretamente temeva il giorno che qualcuno gliel’avesse portata via. Preferiva averla come amica: Luna era inaffidabile, disponibile solo a parole, evitava coinvolgerlo per mantenere il distacco e minimizzare l’interesse. Erano innanzitutto amici e confidenti. Per sottolinearlo, le domandò: «E il basettone, Antonio? Non è fargli un torto, questo?»
Luna, che giocava sbirciando il mondo tra le dita intrecciate, lo guardò, interrogandolo con gli occhi, poi si grattò la fronte contro il mento ispido di lui, effettivamente sembravano una vecchia coppia, e rispose serafica: «Finché non mi vuole, sono libera e non vedo perché far da sola, se ci sei tu!»
Il tono fu così innocente e puro che Stefano la abbracciò, affondando il naso nei suoi capelli: «Sei terribile.». Eppure, a quell’imbrattatele e musicista cui lei sempre pensava, avrebbe raccontato molto volentieri ciò che facevano! Lei lo aveva conosciuto a Brera e sembrava stregata, era ovunque lui fosse e si faceva andar bene anche quel niente che lui le concedeva. Stefano avrebbe voluto parlargliene, aprirle gli occhi su quel cretino, ma non se la sentiva e forse, egoisticamente, cercava di tenerla tutta per sé.
Avvolgendosi nel lenzuolo verde smeraldo, che faceva risaltare la sua pelle diafana in modo splendido, Luna si era messa a sedere: «Quando ricomincerai a passare in aula, Sté? Ci hai pensato, a quello che ti ho detto prima?», a dire il vero l’aveva brancata per il sedere rovesciandola sul tavolo per non darle risposta, e non aveva intenzione di farlo ora.
Innervosito, si era alzato camminando nudo verso il bagno. Luna lo aveva seguito, incespicando nella stoffa: «Potresti passare a prendermi, un giorno di questi! Dopodomani c’è Giulia in posa, oltretutto!»
Stefano si voltò verso di lei, aprì i lembi del lenzuolo e, prendendo a coppa i seni con le mani, ne baciò le punte rosee, sussurrando: «Conosci già la mia risposta.»
Sbuffando, lei si era scostata: «Riflettici, almeno! Che ti costa? Per lui! Fammi passare, che l’Antonio mi aspetta in biblioteca!», e ancora una volta Stefano pensò, con ironia e compiacimento, di essere usato da una ragazza davvero affascinante. Nemmeno dopo tanto tempo, Luna era stata inserita nella lista delle sue donne perché, nonostante tutto, sapeva di non averla mai conquistata!


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13 thoughts on “4 – Fog

  1. ma guarda un po’, sto via dai blog 10 giorni e tu che mi combini? Un nuovo romanzo!!
    Ho letto ovviamente tutte e 4 le parti che hai pubblicato fin’ora… e mi sono già affezionata ai protagonisti!!
    Allora alle prossime!!
    Baci

  2. Intrigante questo rapporto tra Stefano e Luna. Mi piace la ragazza, scanzonata ma affidabile nel mantenere i rapporti sui binari corretti. Antonio? Specchietto per allodole. E’ Stefano l’uomo sul quale punta.
    Il ragazzo non l’ho ancora inquadrato a fondo ma sembra un vero bohemien.
    Aspetto con ansia gli sviluppi.
    Sempre interessante la tua scrittura svelta e precisa.
    Felice serata

  3. Ti ringrazio. Forse hai ragione, luna alla fine torna sempre da lui… Bisogna capire però cosa o chi lui cerca… un bohemien dovrebbe vivere per l’arte ma Stefano…
    Buona serata anche a te 😀

  4. Mi piace quella sorta di amicizia che coinvolge Stefano e Luna
    forse perchè mi piace il comportamento di Lei..
    Episodio molto scorrevole, inizio a entrare nella storia che
    comincia a iacermi sul serio..

    Devo confessarti che ho anche la mente più libera e pronta
    a sognare con Te!
    Un grande abbraccio
    Michelle

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