10 – Fog

«Andate, chiudo io qui.», aveva detto Luna agli amici, rifiutando la proposta di cenare insieme.
Intuendo un malessere sotto il tono tranquillo, Stefano era rimasto a farle compagnia nell’ex officina che, con altri studenti, Luna aveva affittato al pianterreno di un palazzo per farne uno studio d’artista. Quel luogo era diventato un rifugio anche per lui, perché la presenza di Mario in casa era ingombrante e indiscreta: suo fratello si era intromesso nella sua vita senza riguardo, non aveva cercato di riappacificarsi con la moglie né di mascherare la sua dissolutezza d’abitudini, e Stefano era esasperato e preferiva evitarlo.
Decise di affrontare Luna, che quel giorno era silenziosa: «È da tanto che…», ma cogliendolo alla sprovvista lei gli aveva gettato le braccia al collo, baciandolo con passione.
Quando avevano ripreso fiato, Stefano aveva abbozzato un sorriso: «Ti sono mancato?»
«Zitto!», aveva risposto lei attirandolo verso il retro del locale, che era schermato da vecchie quinte da teatro. Attraverso i vetri smerigliati dei portoni del magazzino, la luce del tardo pomeriggio filtrava nella piccola alcova creata con grandi cuscini. Non era da lei prendere l’iniziativa e quel diversivo era una piacevole sorpresa e, mentre la ragazza raccoglieva i capelli sfilandosi le numerose collanine, Stefano si era chiesto se il malumore fosse stato interpretato ad arte, per restare soli. All’idea aveva sorriso, sfiorandole con lo sguardo il seno, libero e nudo, sotto la maglia di cotone. Si era tolta i pantaloni e poi era tornata alla carica, stringendosi a lui con una fragilità che non le riconosceva. Luna teneva gli occhi ostinatamente chiusi mentre, carezzandole la schiena, Stefano le scostava la scollatura per chinarsi a morderle le spalle e assaporare la pelle increspata dai brividi. All’improvviso lei gli aveva afferrato i capelli, costringendolo a guardarla in volto: «Facciamolo!», aveva proposto con gli occhi accesi.
Stefano aveva tentennato: se era vergine come diceva, lui non voleva quella responsabilità. Soprattutto non voleva che accadesse in quel tugurio ma, minimizzando, lei aveva scosso la testa, svelando con ruvidezza: «Ci ha già pensato un altro!». Il ragazzo aveva alzato il sopracciglio, scettico e curioso, ma prima che potesse chiederle se Antonio si fosse finalmente deciso, lei aveva sbuffato con impazienza: «Presto!»
Si era spogliato mentre lei si liberava della maglia poi, afferrandola, aveva fatto in modo che cadessero insieme sui cuscini. Stampandole un lunghissimo bacio in bocca l’aveva liberata della biancheria intima, poi le aveva chiesto un ultimo assenso a procedere, cui lei aveva replicato con un sorriso incoraggiante. Non era esperta, quello era certo, ma non oppose resistenza quando cominciarono a fare l’amore.
Non si parlarono, nei primi minuti, perché l’imbarazzo era reciproco, ma quando lei prese ad ansimare con occhi offuscati, si sentì libero di incoraggiarla a lasciarsi andare. La risposta di Luna non si fece attendere, mandando alle stelle tutte le aspettative, e Stefano impazzì, facendola impazzire.
Non avrebbe mai trattato Luna con l’aggressività che piaceva a Giulia, né l’avrebbe forzata alle performance che dedicava a Gabriella. Stefano non provava sensi di colpa: il fatto che finalmente lo facessero era liberatorio, era superare un limite che per lungo tempo avevano entrambi trattenuto, e voleva fare in modo che le piacesse, che per Luna fosse indimenticabile.
Aumentò gli affondi, la tenne inchiodata per i fianchi, mentre lei sgranava gli occhi, lamentandosi più per la sorpresa che per la violenza dell’impeto. Mentre si sosteneva sugli avambracci, la guardava scuotere il capo, mordersi le labbra, allargare le braccia alla ricerca spasmodica di un appiglio, persa nelle proprie emozioni. Di rimando, nei movimenti sempre più frenetici e incontrollabili, lui le leccava la faccia e l’incavo della gola, le passava la bocca sul viso, la rassicurava con parole incoerenti, mentre il sole gettava luci sempre più aranciate sui loro corpi avviluppati, tesi finalmente nell’unica e stessa sensazione di folle piacere.
Si fermò.
Luna lo guardò, accigliata come se le avesse fatto un dispetto, con il petto squassato dai sospiri e i capelli sparpagliati attorno: «Che cosa fai?», gli aveva domandato, affannata. Stefano l’aveva fissata con il cuore accelerato e tanta voglia di prolungare quel momento per la vita. Senza rispondere l’aveva trattenuta contro il suo corpo, facendola rotolare sopra di sé, sollecitandola a muoversi con una stretta delle mani sui fianchi. Lei aveva mosso il bacino con deliberata lentezza, mentre i loro petti si sfioravano ad ogni spinta, poi avevano intrecciato le dita e lei si era sollevata, incominciando ad incalzare, riaccendendo il piacere. Quando infine si era abbandonata su di lui, stanca, era il tramonto.
«Ti rendi conto? Ora dovrai sposarmi davvero!», scherzò coccolandola, ma prima che Luna potesse ribattere, qualcuno scostò la quinta: erano Antonio ed una ragazza!
Il silenzio fu agghiacciante, il corpo di Luna s’irrigidì al suo fianco e Stefano rimase impassibile, sentendosi potente e al contempo un cretino. L’altro li fissò, così inequivocabilmente avvinghiati, mentre la sconosciuta si scostava. Alla fine Antonio si scusò con aria seria e fece un passo indietro.
Mentre la tenda ricadeva e i passi si allontanavano in fretta, un terribile presentimento fece voltare Stefano verso Luna: che lei l’avesse fatto apposta? Che fosse una ripicca? Una messinscena?
Lei abbassò gli occhi e le lacrime le brillarono tra le ciglia, prima che soffocasse un singhiozzo sul suo petto. Stringendola, Stefano si abbandonò sui cuscini guardando il soffitto scrostato: «Shhh! Non fa niente…», le sussurrò fra i capelli, consolandola.


World’s translator

Annunci

12 thoughts on “10 – Fog

  1. Bellissima e intensa puntata tutta dedicata a Luna e Stefano. Hai trattato con molta perizia le scena e le sensazioni dei due protagonisti. Sensualmente erotico ma casto nello svolgimento incalzi il lettore con un crescendo di emozioni esattamente come la storia merita e si svolge. Raggiunto l’apice lentamente si svuota come il piacere.
    Devo imparare molto da te nel leggere tra le righe come si tratta una scena di sesso senza scadere nel volgare.
    Dunque Luna e Stefano si liberano dei loro complessi. La ragazza per la sua inesperienza (ma sarà vero? Non dico nella finzione della storia ma nella realtà) e Stefano la considera ancora vergine (in un certo senso lo è).
    Inquietante è l’arrivo di Antonio e della compagna. Cosa si cela dietro a tutto questo? Luna e Stefano troveranno un percorso comune oppure no?
    Domande, domande .. Le risposte nelle prossime puntate.
    Un grande abbraccio

  2. Già dai tuoi precedenti blog ho imparato a conoscere la tua abilità nel creare episodi capaci di essere gustati anche indipendentemente dagli altri. Questo ne è un ottimo esempio… piacevolissimo anche per chi non conoscesse la storia. Ma, per chi la sta seguendo, invitante circa la prosecuzione della lettura.E, come scrive chi mi ha preceduta, nessuna volgarità. Mai.
    Baci!

  3. Chissà che capiterà… hihihi non dico nulla! Grazie per i complimenti, le scene sensuali sono più caste di quelle sessuali, hai ragione… sarà che il “come” per me è una questione privata, quindi preferisco non essere esplicita e lasciare al lettore la possibilità di immaginare… e non voglio urtare la sensibilità di chi non ama la pornografia
    (ho sempre pensato che la volgarità fosse una scorciatoia controproducente, almeno nella scrittura)

    un abbraccio a te 😀

  4. Ah te li ricordi gli antefatti senza cronologia? 😀 è che scrivo d’impulso, se anche ho una traccia da seguire amo digressioni e mi viene naturale rendere ogni post a sè.
    In quanto alla volgarità… lasciamo a chi non ha altro da dire… penso sia meglio essere sensuali.
    un bacione! :*

  5. La descrizione di una scena d’amore è sempre difficile da interpretare perché i confini sono labili e spesso del tutto inesistenti. Se poi passiamo allo stupro qui sconfinare è facilissimo.
    Però il modo con il quale hai trattato la scena d’amore tra Luna e Stefano per me è perfetta. Dici e non dici, descrivi e non descrivi. Il lettore immagina e vede con gli occhi della mente.
    Un abbraccio

  6. Sei stata molto sensuale, come sempre, e poi la volgarità non ti si addice. 😉
    Ma Luna lo ha fatto a posta e poi si è pentita? Oppure non sapeva niente? E allora le chiavi chi le ha date ad Antonio?
    mmmmmmhhhhh non mi convince sta storia… le donne sono furbe!!!
    Lo ha fatto per spronare quel fesso di Antonio?
    Ma poi quel garage è l’officina dell’ammmore? Vanno tutti lì per scopare? ahahahahahah
    Comunque sei sempre imprevedibile, non ci fai mai rilassare. Anche quando tutto sembra scontato, ci pugnali alle spalle.
    Con te il lettore ha sempre il fianco scoperto, appena abbassiamo le difese… ZAC, te ne approfitti e colpisci! ahahahahahah!!!
    MagniFica!!!
    ahahahahahahah
    Ti stringo forte! 😉

Dimmi quello che sai...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...