Quello che lei sognava – 10^ parte

Martha10

Noah Campbell aveva saputo immediatamente della carcerazione della fidanzata, ma gli era stato impedito di andare a trovarla e ora erano trascorse quasi due settimane. Non aveva creduto nemmeno a una parola, l’accusa per lui era totalmente inventata e Joshua era un mentecatto che non sapeva nemmeno di essere al mondo, ma sembrava impossibile provare il contrario e Martha era sola nella prigione.
Per giorni Noah aveva cercato di parlare con il pastore Carver ma nessuno gli aveva dato udienza e gli amici avevano preso a guardarlo con compatimento, come se anche lui fosse macchiato dalla lussuria cui si accusava la sua fidanzata, e suo padre gli aveva proibito di lasciare la fattoria e lo teneva rinchiuso nel fienile, quasi fosse un cane rabbioso. Nella Comunità si respirava un’aria pesante e Noah, dopo l’esecuzione di Ellsbeth, si era deciso a reagire e aveva raggiunto a piedi la proprietà degli Haagen, presso il fiume, dove Joshua alloggiava.
Nel cortile c’era il carro già pieno di mobili e masserizie, ed era evidente che la famiglia si apprestava a partire.
“Fratello Noah.”, gli si rivolse Hans Haagen indaffarato ad assicurare con delle funi il telone che avrebbe protetto i suoi averi. Noah si levò il cappello scorgendo sorella Rose sulla soglia di casa, poi s’informò con voce incerta: “Andate a Lynn dai vostri parenti?”
Haagen fece un cenno di vago assenso, sembrava avere una gran fretta e in cuor suo Noah sperò che portassero con loro quel disgraziato di Joshua. Accennò al proprio pensiero e Rose Haagen si avvicinò, con i capelli rossi risplendenti sotto la cuffietta, e gli occhi verdi accesi e furenti: “Tenetevelo voi, quel figlio del diavolo!”
Noah sussultò, perché le donne della Comunità non si esprimevano con tali termini nemmeno se erano arrabbiate, ma poi si ricordò che la donna era convertita da poco, che prima del matrimonio era vissuta al di fuori della Fede.
“Rose Boswell! Vai subito a prendere tuo figlio, fra poco si parte!”, esclamò il marito per zittirla, poi si rivolse a lui con calma: “Scusatela, è sconvolta per ciò che ha visto, l’esecuzione della piccola giù al fiume.”
Noah annuì, cupo, pensando che la sua Martha rischiava la stessa fine.
“Dove andrete?”, domandò contrito.
Haagen sospirò: “Lei odia questa vita. Vuole tornare al mondo che conosceva. Scenderemo fino in Virginia, forse addirittura a Charleston, ho amici laggiù. Magari avrò un passaggio per le isole…”
Inspiegabilmente un singhiozzo salì alla gola del ragazzo: sarebbe piaciuto anche lui partire, viaggiare, allontanarsi e magari, se Martha alla fine fosse stata liberata, avrebbero potuto provarci.
“Vi serviva qualcosa?”, domandò Hans sollevando il figlioletto e stendendolo al riparo del telone del carro.
Noah scosse la testa, in imbarazzo per il sentimento d’invidia che lo divorava: “Cercavo Joshua. Martha è la mia fidanzata.”, spiegò.
Hans Haagen s’immobilizzò e lo guardò con occhi tristissimi e colmi di compassione: “Amico mio siete in un guaio. Quel ragazzo che abbiamo accolto come un parente è un debosciato. Ho scorto segni del maligno attorno al suo giaciglio, l’ho udito parlare della donna che l’ha portato via dalla prigione, la cuoca del boia, e parlava con il suo spirito. Dio mi creda, quella era una strega per davvero e in quanto a ciò che lui diceva!”, e sputò in terra il proprio disgusto.
Rose Haagen appoggiò la mano sul braccio di Noah: “Prendete quell’innocente, la vostra fidanzata, e fuggite da quel demonio! Hans, aiutiamoli in qualche modo!”
L’uomo recuperò un sasso e disegnò per terra: “Conoscete il crocevia per Lynn? Quasi un miglio verso la costa c’è la Taverna alla Giamaica, appartiene a dei miei parenti olandesi, il taverniere è così pallido da sembrare albino, non potete sbagliarvi. Se riuscirete a scappare rivolgetevi a lui, saprà dirvi dove siamo e indicarvi come raggiungerci. Spero davvero che ce la facciate, ragazzo. Buona fortuna, fratello.”. Noah era scosso da mille emozioni, il cuore gli scoppiava di gratitudine e speranza, mentre stringeva la mano al signor Haagen.
Mentre il carro si metteva in moto, seppe solo fare un cenno con la mano, attese di vederlo sparire oltre la macchia di alberi prima di mettersi a correre attraverso i campi fino alla casa dell’assemblea, deciso a mettere in atto i suoi nuovi e meravigliosi piani.

 

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19 thoughts on “Quello che lei sognava – 10^ parte

  1. La storia diventa sempre più bella e intrigante. Gli Hagen partono, il fidanzato di Martha spera.
    Riuscirà nell’intento? Ogni domanda è del tutto inutile, perché la curiosità non paga.
    Aspetto fiducioso la prossima puntata.

  2. È ammirevoleilmodo in cui sai creare e gestire la tensione. Nella nona parte hai messo in chiaro cosa rischia sul serio Martha, la reale portata dell’orrore… ora la fibrillazione per il piano di fuga in sviluppo è altissima. Doti da grande narratore

  3. Oh, meno male che arriva qualche segnale di speranza! Giusto, il fidanzato… ci stavamo dimenticando della sua esistenza… chissà. Come sempre le “svolte” che sai dare ai tuoi racconti appaiono inaspettate, improvvise, ed aprono scenari nuovi (nonchè la curiosità di conoscere il seguito…)
    Bentornata cara!
    Pensa un po’ che giusto ieri pomeriggio mi chiedevo (probabilmente più o meno mentre tu stavi postando questo nuovo capitolo) dove fossi mai sparita. Se per caso non fosse successo che un tuo post non fosse apparso sulla pagina “lettore” ( volte succede) e mi ripromettevo di venire a controllare direttamente sul blog. E invece stamattina… sorpresa!!!! I tuoi graditissimi commenti e questo post!
    Mi spiace che tu non sia stata bene – purtroppo è stagione – ma ora vedo che sei più in forma e vivace che mai 😀
    Un abbraccio carissimo ❤

  4. Se è per questo, io posso scrivere 300 pagine in due settimane e poi niente per mesi. Va così. Se ries o a pubblicare qualcosa ogni mercoledì è solo perché ho già tutto pronto. Non credo che potrei scrivere niente di cosi buono come le cose che scrivi tu, se dovessi farlo di settimana in settimana.

  5. Credimi che penso spesso di preparare tutto in anticipo… e per un paio di volte va bene ma poi immancabilmente rimango indietro! devo mettermi in pari col tuo romanzo, ma voglio darti la giusta attenzione, Giovanni. Perdoname!

  6. Non dire cosí, non esiste quel “é già tanto” perché il lavoro di ognuno é sacro e va rispettato. E desidero essere precisa nei commenti, leggendo per bene, che a lasciare un “mipiace” son capaci tutti! (Sono una testardona, imparerai a conoscermi ahahahah)

  7. Sono d’accordo. Anche se ci sono da vero tante cose interessanti da leggere e scoprire ed è difficile dedicare a tutti il giusto tempo e pubblicare anche qualcosa di leggibile… ma ci proviamo, no? Che di sicuro ne vale la pena. Quanto alla testardaggine, temo di non essere da meno. Imparerai a conoscermi anche tu!

  8. Veramenteammirevolecomeriescia
    scusa non mi funzionava il tasto in basso alla tastiera… come si chiama… la barra spaziatrice ahahahahahahahah
    Dice vamo… adesso funziona troppo ahahahahahah
    Fossi stato Hans li avrei mandati alla Taverna del Grilo Alegre, ma si vede che non gli è rimasta impressa o forse non la conosceva. Avrebbe potuto se si fosse imbarcato…
    Un giovane terraiolo che vuole andare nelle isole e desideroso di avventure? Mmmmm mi ricorda qualcuno, ma è inutile dire il nome, sicuramente non lo conosci. (J. H.)
    Rose Veiled o come si chiama, ha perso veramente il senno. Ha già infangato il nome della famiglia scappando con un poveraccio, adesso scappa di nuovo senza avvisare nessuno? Tra l’altro era scappata da una comunità opprimente e il marito, questo genio, l’ha portata in una comunità di puritani? Grande scelta! Ma forse l’ha fatto per rimanere nascosto e aspettare che le acque si calmassero.

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